Sempre meno case all’asta: i dati dello studio Sogeea

Case all'asta

Dal rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea è emerso che il numero delle case all’asta in Italia è diminuito del 25,2% negli ultimi sei mesi, passando dalle 19.650 procedure rilevate a gennaio 2018, alle 14.701 attuali. Questo è il terzo calo consecutivo del comparto e il più rilevante, che in un anno e mezzo è sceso complessivamente del 55,9%, con un decremento che guarda in modo uniforme a tutte le fasce di prezzo.
Prevale, come per tutti i precedenti studi, la presenza sul mercato di immobili di non particolare pregio, il prezzo del 68,2% degli immobili è al di sotto dei 100.000 €, mentre l’88,88 è al di sotto dei 200.000 €. I dati confermano quindi che a risentire maggiormente della crisi economica sono stati gli appartenenti alle fasce di reddito medio-basse. La continua diminuzione degli ultimi periodi però fa pensare, secondo Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro Studi , che si possa pensare a un ritorno del numero delle vendite forzare entro i valori fisiologici per il nostro Paese, ipotizzando in modo ragionevole che l’onda lunga delle sofferenze bancarie stia esaurendo i suoi effetti più disastrosi.

Analizzando i dati più da vicino si osserva come essi cambino sul territorio. Mentre il Centro si mantiene nella media con un calo in linea con il nazionale che si attesta al 31,9%, con numero di procedure attuale pari a 3.284, rispetto alle 4.822 di gennaio. Sud e isole registrano cali più importanti, rispettivamente del 55,6% e del 60,3%, passando a Mezzogiorno da 4.554 a 2.023 case all’asta, nelle isole da 3.716 a 1.476. Il nord invece mostra dati opposti, con una crescita delle vendite forzate del 20,8%, aumentate da 6.558 a 7.918 e tornando vicino al valore dell’estate 2017.
Le singole regioni mostrano una situazione ancora più variegata: il Piemonte (1.549 procedure) e l’Emilia-Romagna (588) si attestano su valori molti vicini a quelli di sei mesi fa; Lombardia e Veneto invece mostrano incrementi importanti, rispettivamente del 25,2% e del 54,5%, e rappresentano insieme oltre un terzo delle case attualmente all’asta, con la Lombardia che da sola copre una fetta del mercato pari a un quinto. In netto calo invece, anche se con numeri più contenuti rispetto ad altre realtà, il dato delle vendite forzate in Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Valle d’Aosta.
Tra le provincie la prima invece sono segnalate per il numero di procedure: Padova con 1.254 abitazioni, seguita da Brescia (910), Roma (906), Catania (750), Torino (693) e Bergamo (490).