NPL, nuove norme BCE e alcune preoccupazioni

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La Bce il 4 ottobre 2017 ha pubblicato un’appendice alle linee guida sulla gestione degli Npl che prevede svalutazioni automatiche sulle sofferenze che matureranno a partire dal 2018. Il problema fondamentale, come ha spiegato Sharon Donnery, responsabile della Task force Bce sugli Npl, è che: «L’elevata quantità di Npl riduce la possibilità delle banche di effettuare nuovi prestiti. La qualità del credito è fondamentale e auspichiamo una vera e propria cultura degli accantonamenti tra le banche, che consenta di prevenire in futuro la creazione di un grande ammontare di sofferenze come quello che oggi grava sulle banche europee».
Il documento Bce di ottobre, pur non essendo direttamente vincolante, prevedrebbe l’imporre alle banche di motivare eventuali scostamenti. In concreto, con questa prima proposta, si assottiglierà il margine di discrezionalità delle banche per gestire i crediti deteriorati: dopo sette anni, un credito deteriorato secured andrà azzerato, mentre per le sofferenze unsecured basteranno due anni per richiedere accantonamenti integrali. Il trattamento sarà richiesto per i soli crediti deteriorati che maturati dal 2018 ma questo imporrà una revisione delle politiche sugli accantonamenti già nel breve periodo.
Secondo gli analisti, le nuove regole potrebbero richiedere accantonamenti più elevati sulle nuove esposizioni non performing e l‘effetto sarebbe più penalizzante in Italia vista la mole di Npl e la maggiore lentezza delle procedure concorsuali rispetto ad altri paesi europei. Nonostante i limiti di attuazione, il mercato si attende che gli obiettivi siano raggiunti e che le aspettative della banca centrale possano estendersi anche allo stock esistente.
Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, Bankitalia avrebbe chiesto alla Bce di attenuare i nuovi requisiti. In particolare che emerga una versione bilanciata che tenga conto dei maggiori tempi di recupero giudiziario dei crediti in Italia rispetto agli altri paesi, per evitare la creazione di disparità fra i paesi nell’applicazione delle norme. Per Confindustria aveva già espresso le sue perplessità in merito alle nuove regole che appaiono irragionevoli all’inizio di una fase di ripresa, rischiando di ridurre e depotenziare gli effetti positivi che si sono realizzati nell’economia reale.
A questo coro si è aggiunto anche Carlo Calenda, per il quale si rischia in particolare di colpire le Pmi, e sottolineando come la manovra sia un paradosso, perché mentre da una parte la Bce sta facendo una manovra di immissione massiccia di liquidità, dall’altro le regole sul credito si restringono. Nessuna negatività c’è mai stata rispetto all’adozione di nuovi provvedimenti insomma ma considerando un tempo per necessario per poterli metabolizzare. A rallentare il percorso poi dell’addendum è stato l’intervento delle istituzioni politiche europee.
A marzo 2018 la Bce ha poi confermato i 7 anni di tempo per la svalutazione al 100% degli Npl garantiti e dei due anni per i non garantiti, ma con la novità che la svalutazione potrà iniziare, per gli Npl garantiti, solo dal terzo anno per un valore pari al 40% del credito, e che la misura si potrà applicare solo ai crediti che vengono classificati deteriorati a partire dal primo aprile.
Secondo Sharon Donnery «L’impatto sugli accantonamenti delle banche derivante dall’Addendum della Bce, sarà modesto e gestibile». L’Addendum rappresenterebbe le aspettative della Bce e servirebbe da base per il dialogo di vigilanza; la Bce inoltre si è preoccupata di aggiungere che valuterà con una frequenza almeno annuale qualsiasi divergenza tra le prassi delle banche e le aspettative.
La Bce ha scelto, nonostante le perplessità di molti, di mantenere i 7 anni per la copertura totale dei crediti deteriorati garantiti e non allungarla ad 8 secondo la proposta di riforma legislativa della Commissione Europea. Secondo la Banca infatti i futuri livelli minimi di copertura previsti «doteranno l’Ue di un presidio contro la sottostima degli accantonamenti e si applicheranno a tutti gli enti».
Il presidente del Parlamento Europeo ha dichiarato che verrà valutata la coerenza del contenuto del nuovo Addendum della Bce sugli Npl con il rispetto dei poteri del legislatore. Ha sostenuto inoltre che la Vigilanza sembra tenere conto delle perplessità manifestate e chiarire meglio, rispetto alla versione pubblicata in ottobre, il carattere non vincolante dell’Addendum e la sua applicazione caso per caso.