Crediti deteriorati (NPL), interventi legislativi e risultati

Crediti non deteriorabili,BCE,Npl,Non performing loans

I non performing loans, sono crediti per i quali la riscossione è incerta sia per il rispetto dei termini che per l’ammontare dell’esposizione. Sono chiamati anche crediti deteriorati e si distinguono in diverse categorie fra le quali le più importanti sono gli incagli e le sofferenze. Un credito bancario si considera deteriorato se sono trascorsi oltre 90 giorni dal termine entro il quale il debitore avrebbe dovuto rimborsare le rate o gli interessi prestabiliti.
La crisi ha avuto effetti disomogenei sui livelli di NPL in Europa, in Italia le banche hanno accumulato 341 miliardi di euro di crediti deteriorati ma hanno realizzato accantonamenti solo per circa 120 miliardi di euro, che, sommati ad ulteriori 40 miliardi per gli altri crediti deteriorati, raggiungono un tasso complessivo di copertura del 45%.
Da agosto 2015, il Governo è intervenuto con una serie di azioni per attivare e rafforzare il mercato privato dei crediti deteriorati. Queste agiscono per accorciare le durate dei fallimenti, per favorire soluzioni concordate, per rendere più efficienti le procedure esecutive e per rendere fiscalmente efficienti svalutazione e perdite su crediti. Con la Legge 132/2015 sono stati previsti al 2020, 20-40 mld sofferenze in meno rispetto all’andamento fisiologico. Inoltre è stata evidenziato un calo nella durata media dei fallimenti, sebbene questa tendenza abbia avuto inizio in precedenza.
Per sostenere le valutazioni degli investitori nel 2016 sono state introdotte le GACS e il Fondo Atlante. Le GACS, cioè le garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze, sono concesse nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione che abbiano come sottostante crediti in sofferenza, secondo questo schema: la banca raggruppa pacchetti di crediti deteriorati in un veicolo costituito ad hoc, il veicolo paga i crediti deteriorati emettendo due tipi di obbligazioni (Senior: privilegiate nell’incasso, Junior: subordinate e più rischiose), un’agenzia di rating conferma che il rischio delle obbligazioni senior è basso qualificandole come ‘investment grade’, il Tesoro rilascia garanzie pubbliche sulla porzione investment grade delle obbligazioni senior. Il prezzo di un portafoglio di NPL garantito dipenderà dal peso della tranche senior. Il fondo Atlante, invece, è un fondo privato nato con il supporto del Governo con 5 miliardi di capitale sociale per assicurare il successo degli aumenti di capitale richiesti dalle autorità e acquistare crediti deteriorati, rafforza gli effetti delle GACS.
Nel Maggio 2016 è stata effettuata un’ulteriore azione grazie al Decreto 59/2016 con cui sono state introdotte novità per accelerare il recupero dei crediti in sofferenza:
– il pegno mobiliare non possessorio (le imprese possono ottenere nuovi finanziamenti fornendo come garanzia un pegno mobiliare non possessorio, come un macchinario, che resta nella disponibilità delle imprese);
– il Patto Marciano nei nuovi contratti di finanziamento (l’imprenditore può garantire un prestito con un immobile che si trasferisce al creditore a fronte di gravi inadempimenti)
– disposizioni sulle espropriazioni forzate con modifiche al pignoramento per rendere più semplice l’escussione delle somme riducendo la possibilità di opposizione alla vendita.
Dalle valutazioni effettuate da Cerved, già nel 2016 si è fortemente ridotto il flusso di nuovi crediti deteriorati, che è tornato vicino ai livelli pre-crisi. In particolare sono in calo i crediti che le banche devono classificare come finanziamenti scaduti o inadempienze probabili, e anche le nuove sofferenze nel complesso sono in riduzione. Dalle previsioni, nel biennio 2017-18 il rischio delle imprese è atteso in calo in tutta l’economia e i benefici osservati relativamente ai finanziamenti scaduti e alle inadempienze probabili si estenderanno anche alle sofferenze.
I dati della Banca d’Italia indicano che il tasso di ingresso in sofferenza è passato dal 4,2% di fine 2015 al 3,7% di fine 2016 con lo stesso livello dell’anno precedente in termini di numero di prestiti (3,8%). È quindi diminuito l’importo medio dei crediti entrati in sofferenza. A fronte di questi andamenti recenti, i modelli Abi-Cerved indicano una riduzione del tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie dal 3,8% del 2016 al 3,3% del 2017 al 2,7% del 2018.